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les anarchistes
venerdì, luglio 20, 2007
A volte le cose prendono delle pieghe inattese. E' successo a me con Les Anarchistes, adesso. Non canto più con loro, ed oggi, 20 luglio, prende il via la mia nuova vita musicale. Un gruppo nuovo sta per venire. Da ora in poi le notizie le troverete sul mio blog musicale marcorovelli.splinder.com.
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lunedì, aprile 04, 2005
Siamo stati al festival di world music Dock-de-Suds di Marsiglia, e i risultati sono stati assolutamente superiori alle attese. Pare che nel futuro si profilino parecchi concerti fuori d'Italia. Un ottimo presagio per il disco a venire, che sarà fuori per la metà di maggio.
à suivre...
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mercoledì, dicembre 01, 2004
Lavorare con lentezza, si diceva. E lentamente arriveremo alla meta. Provvisoria, s'intende. Come ogni meta senza fine. Sarà per marzo (forse, aggiungiamo, a questo punto l'abbiamo imparato). Ma sarà. Già conoscete il tema: i luoghi di reclusione e di esclusione della modernità biopolitica. Già conoscete gli ospiti: Giovanna Marini, Moni Ovadia, Il Parto delle Nuvole Pesanti. A loro si è aggiunta la Compagnia della Fortezza, la compagnia di attori detenuti diretta da Armando Punzo.
La settimana prossima saremo a Parigi. C'è in ballo un concerto, e un possibile video. Oltre al video in progetto con Giacomo Verde.
Lo scorso weekend siamo stati al Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza. Un dibattito interessante, tra tutte le premiazioni delle quali personalmente non ho capito il senso: interessante non perchè ci abbiamo partecipato noi, ma perchè trattava del rapporto tra musica popolare e canzone d'autore. C'era - oltre al 'solito' Parto che lo aveva pensato - Mauro Pagani, e Carlo Muratori - cantautore di Siracusa che non conoscevo, prima, e che sono stato davvero felice di ascoltare, e di farci amicizia. E poi c'era Paolo Zaccagnini - che anni fa, con la sua lunga barba bianca cavalcando una bicicletta, gridava Ecce bombo nel film di Moretti - e che oggi è giornalista musicale del Messaggero e grande compagno.
Vediamo di risentirci presto, stavolta...
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giovedì, maggio 27, 2004
In questa intervista, si parla de Les Anarchistes, e del nuovo disco:
http://www.bielle.org/Interviste/Anarchistes_int.htm
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lunedì, maggio 03, 2004
Memorabile, il primo maggio a Jesi. Scesi da Bolzano (dalla bella accoglienza dei compagni del Circolo Masetti), siamo 'ricevuti' con lonza, pecorino e vino rosso nella sede degli anarchici, un ex-carcere 'liberato'. Il padre di uno di loro c'era stato, in quel carcere, come disertore, e c'è tornato per l'inaugurazione della 'Zona Ex-Carcere'. Il concerto si è tenuto al Teatro Pergolesi, salotto buono della città, per una sera consegnato alla festa di noi sovversivi. Poi, di nuovo alla Zona, per una cena e una festa prolungata con il beat lo ska e quant'altro di un ispiratissimo d.j. Arriviamo a notte fonda all'ostello, notte rischiarata da un'ebbrezza festiva... Ci hanno promesso di richiamarci, a Jesi, e noi non vediamo l'ora...
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martedì, aprile 06, 2004
(In terra apuana pioveva, ma passata la Cisa pareva l'estate: ogni tanto la salita al nord riesce a sorprendere). Io e Ale siamo andati a Bologna, dagli amici (e compagni) del Parto delle Nuvole Pesanti, alle prese con la registrazione del loro nuovo cd - che uscirà per la nostra stessa etichetta, Storie di Note. Ci hanno chiamato per un intervento vocale su un brano del disco, 'Imperatore'. Nasce come una pizzica, per svilupparsi in alchimie maradagaliche (non specifico oltre, dev'essere una sorpresa). In studio c'era anche Roy Paci, a infilare la sua tromba in altri pezzi del Parto. Assolutamente felici di aver partecipato a questo lavoro (che, vi garantiamo, è ottimo). Tra breve Peppe e Salvatore saranno con noi, c'è già 'A las barricadas' che li aspetta.
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domenica, marzo 28, 2004
Stasera torno a casa dopo un concerto, e vedo che da un mese questo blog è inattivo. Bene, mi dico. E' mica un lavoro (per dirla à la Cèline in traduzione italiana). Ma adesso racconto del concerto di stasera. Suonavamo per l'acqua. Voi così amanti del vino, ci hanno detto, andate a suonare per l'acqua, vergognatevi. (Già mi era stato detto anni fa, quando con gli Swan Crash avevo messo in musica versi da Wasteland di Eliot, 'Non c'è acqua' cantavo, e nessuno ci credeva...). In ogni caso, la'cqua era il tema della serata, è ormai noto (ma forse non abbastanza) come l'acqua sia una risorsa sempre più scarsa, e sia al centro delle mire delle multinazionali. E' il petrolio del XXI secolo, hanno detto. E quando in milioni e milioni che non hanno da bere verranno a sfondare i muri che stiamo costruendo, e questi muri non potranno reggere, e uragani d'odio saranno la forma della terra...allora provatevi a ridere ancora, e a sputar merda, provatevi... (Stasera il casellante dell'autostrada ci ha accolto a Lucca sillabando, per due volte: ' questi bastardi di extracomunitari'... Gli è stata data una consona risposta, ma lui persevererà nel suo delirio. Che crepi, il bastardo, che crepi in fretta).
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mercoledì, febbraio 25, 2004
Tra le cose belle che porteremo con noi dalla produzione di questo cd, ci saranno le persone che abbiamo incontrato. Ultima fra loro, Moni Ovadia, che è venuto a registrare un brano per il cd in uno studio modenese. Pishkù lì, si chiama il brano, ed era un canto in yiddish cantato dai rabbini nei lager. Si trovava nel disco Dybbuk, e noi lo abbiamo riarrangiato. (A proposito di Dybbuk, occorre assolutamente ricordare come Robert Wyatt, alla richiesta di stilare una lista dei suoi dieci dischi fondamentali, in cima alla lista mise proprio Dybbuk. Un riconoscimento del genere, direi, è una delle gratificazioni più grandi per un artista). Moni è una persona che non cesseremo di ringraziare, per la sua disponibilità, per la sua generosità. Quando poi si confrontano personaggi del genere con gente che vale molto meno e pure ha la puzza sotto il naso, viene da sorridere...
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venerdì, febbraio 13, 2004
LA MUSICA NELLE STRADE!
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lunedì, gennaio 26, 2004
Le colline del Chianti sono declivi di neve. Poi, si procede lentamente tra i boschi bianchi, con la voce di Lèo nelle vene, il suo concerto al Thèatre Libertaire. Andiamo a casa sua. Maria ci aspetta per pranzo. (A San Benedetto del Tronto, prima del nostro concerto al Festival Ferrè. Salivo le scalde dell'albergo, dicevo che avevo bisogno di un phon. Poco dopo bussano alla porta dell camera. C'è la signora che prima ho incrociato sulle scale, ha un phon in mano. 'Sono Maria Ferrè, ho sentito che aveva bisogno di un phon'). La neve si fa più fitta, viene 'Les anarchistes'. Poi lasciamo la macchina sulla strada, dobbiamo scendere a piedi fino alla casa per la neve ghiacciata, tra cadute e il canto di Figli dell'officina. (Nella prima parte del viaggio avevamo con noi Vysotskij, adeguato al paesaggio, così come lo sarebbe la sua vodka contro il gelo). Il canto ci annuncia, e troviamo Maria in strada ad attenderci. Entriamo in casa.
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